Adozione e Diffusione del Programmatic Advertising in Italia: leggi la ricerca

Dopo aver lanciato il White Paper Programmatic Advertising 2.0 durante la scorsa settimana, IAB Italia presenta la ricerca Adozione e Diffusione del Programmatic Advertising in Italia. Il documento, sviluppato dall’Osservatorio Data & Programmatic, chiude il cerchio aperto dal lavoro precedente, consegnando al mercato una visione completa su best practice, stato del segmento e player che vi operano. Da quando…

Dopo aver lanciato il White Paper Programmatic Advertising 2.0 durante la scorsa settimana, IAB Italia presenta la ricerca Adozione e Diffusione del Programmatic Advertising in Italia. Il documento, sviluppato dall’Osservatorio Data & Programmatic, chiude il cerchio aperto dal lavoro precedente, consegnando al mercato una visione completa su best practice, stato del segmento e player che vi operano.

Da quando il Programmatic ha fatto il suo ingresso nell’ambito della pubblicità digitale all’inizio del decennio che sta per volgere al termine, i dati di spesa su questo canale hanno registrato una crescita costante, sempre a doppia cifra. E i dati, si sa, non mentono. Ma mai come a questo punto dell’evoluzione del Programmatic è stato interessante approfondire le informazioni a nostra disposizione, chiedendo a numerosi attori della filiera, sia sul lato della domanda che su quello dell’offerta, quale sia la percezione e la propensione verso questo canale.

Gli intervistati di questa indagine rappresentano un volume significativo di domanda e offerta pubblicitaria in Italia, e hanno condiviso il loro opinione riguardo tematiche quali:

  • l’uso del Programmatic in relazione ai diversi formati (Display, Mobile e Video)
  • i driver e gli ostacoli agli investimenti programmatici
  • i modelli operativi utilizzati
  • strategie di misurazione e dati maggiormente in uso
  • il futuro degli investimenti in Programmatic.

Dalle risposte raccolte, il Programmatic risulta essere un canale sempre più in uso per l’acquisto di pubblicità digitale, per tutte e tre le tipologie di aziende intervistate.

Appare tuttavia da sottolineare come una grossa porzione di agenzie non faccia ancora grosso uso del Programmatic nelle loro pianificazioni, rispecchiando un orientamento più rivolto alle performance e a canali quali il Search, il Social o anche l’Affiliation. Rispecchiando anche la tipologia di agenzie presenti sul mercato italiano, tipicamente con una prevalenza di realtà medio piccole.

Nello sviluppo di una strategia aziendale basata sull’in-housing del Programmatic si rivela fondamentale la capacità di avere a bordo delle persone con il giusto skill set. Pertanto, la capacità di selezionare le persone giuste e/o di e formarle adeguatamente emergono chiaramente quali fattori chiave.

Soprattutto in considerazione delle norme sempre più stringenti in merito alla tutela della privacy dell’utente, guadagna maggiore fiducia e ottimismo in chiave futura – da parte di tutte le tre tipologie di addetti ai lavori – l’utilizzo di dati di prima parte, a scapito di quelli di terza parte.

Tra gli obiettivi e le ragioni che giustificano possibili futuri investimenti sul canale Programmatic spicca – per tutte e tre le tipologie di attori intervistati – il miglioramento delle efficienze di targeting delle campagne. Al contrario, emergono quali barriere le difficoltà ad assumere persone con il giusto skill set e a formare correttamente i dipendenti.

Documenti

IAB