Attitudes to Programmatic Study 2020: a guidare la crescita è un migliore utilizzo dei dati

IAB Europe ha pubblicato due ricerche relative al mercato del programmatic in Europa e alle attitudini dei marketer verso questa tecnologia

 

“Il programmatic è sulla strada giusta per diventare l’infrastruttura predefinita per la compravendita degli spazi pubblicitari online”. Il Chief Economist di IAB Europe, Daniel Knapp, commenta così i risultati dell’Attitudes to Programmatic Study 2020, la ricerca annuale di IAB Europe che definisce i trend legati alla tecnologia per l’assegnazione delle inventory.

Nel 2020, infatti, il 77% del display advertising e oltre il 50% del video adv sono stati soggetti a modalità di acquisto in programmatic. Numeri che vanno inseriti in un mercato, quello europeo, dai ricavi in crescita del 23% nel 2019, per un totale di 23 miliardi di euro complessivi (come rivela la Programmatic Advertising Spend in Europe Research for 2019).     

 

Alcuni highlights della ricerca:

  • Lo studio indica l’utilizzo più efficace dei dati come il principale stimolo per la crescita del programmatic tra gli advertiser. Un fattore che ha avuto impatto sull’80% del campione nel 2020.

 

  • La spinta verso l’in-housing invece si è raffreddata nell’ultimo anno. Sono infatti solo il 20% degli advertiser ad aver strutturato un modello internalizzato nel 2020, contro il 38% del 2019.

 

  • Nel buy side è sempre più comune un modello di programmatic trading ibrido, ora condiviso tra il 30% degli advertiser (nel 2019 era solo il 15%).

 

  • La trasparenza della filiera è ancora il problema numero uno per una adozione più vasta del programmatic. A preoccupare gli advertiser è la necessità di ottenere maggiore controllo sulle inventory a un costo più basso, da cui proviene la richiesta di trasparenza e chiarezza rispetto ai costi tecnologici richiesti dai propri partner.

 

  • Sul fronte brand safety la ricerca riporta netti miglioramenti. Considerata una barriera per il passaggio al programmatic dal 34% degli advertiser nel 2019, adesso è solo il 10% di loro a vederla come un problema. Stesso trend tra gli editori: in questo segmento la percentuale è scesa dal 27 al 9%.

IAB