E-government e digitalizzazione della pubblica amministrazione : Italia in forte ritardo

Pubblicato da Bem Research il report sull’e-government 2017 intitolato “Il paradosso italiano nel digitale: tanto social ma poco e-gov”. Tra i paesi più avanzati l’Italia è quello che mostra il ritardo più ampio nei processi di digitalizzazione dell’economia. Questo aspetto lo si può constatare su diversi fronti, dalla propensione ad acquistare prodotti online, o di…

Pubblicato da Bem Research il report sull’e-government 2017 intitolato “Il paradosso italiano nel digitale: tanto social ma poco e-gov”.

Tra i paesi più avanzati l’Italia è quello che mostra il ritardo più ampio nei processi di digitalizzazione dell’economia. Questo aspetto lo si può constatare su diversi fronti, dalla propensione ad acquistare prodotti online, o di interagire con la propria banca oppure con la Pubblica Amministrazione.

Con riguardo a quest’ultimo aspetto, nel Rapporto e-government 2017 non sono emersi miglioramenti nelle modalità di interazione a distanza tra utenti e PA. Il divario con tutti i principali paesi europei, secondo i dati più recenti dell’Eurostat, è andato infatti aumentando. In Italia è rimasta ferma, rispetto all’anno precedente, la quota di popolazione che ha utilizzato il web per comunicare con la Pubblica Amministrazione oppure per cercare semplicemente informazioni.

Appena una persona su quattro ha fatto uso dell’e-gov in Italia. Nella media dell’Area euro la diffusione è più che doppia e ha mostrato delle tendenze crescenti rispetto all’anno prima.

Non tutte le amministrazioni pubbliche sono in ritardo con l’uso del digitale.
Da una nostra analisi sui 20 comuni capoluogo di regione è emerso che Bologna è l’ente locale con le migliori prestazioni complessive sull’online, seguito da Aosta e Bari. Il comune emiliano guadagna due posizioni rispetto alla classifica del 2016, mentre sono quattro i gradini scalati da Aosta che supera anche Bari, seconda lo scorso anno. L’Aquila, Catanzaro e Perugia sono in fondo alla classifica. Tra le altre grandi città Roma è 9a, Torino 11a, Milano 14a e Napoli 17a.

Tra i comuni che hanno fatto meglio rispetto allo scorso anno si trovano Cagliari e Trieste, rispettivamente con 10 e 8 posizioni scalate. Viceversa, il peggioramento relativo più evidente si è registrato a Venezia e Milano, retrocesse di 9 posizioni.

In conclusione, nell’ultimo anno l’Italia non sembra aver fatto significativi passi avanti verso una maggiore diffusione dell’e-government. Piuttosto che recuperare il divario con il resto d’Europa il nostro paese ha perso ulteriormente terreno. Questo stato di cose ci penalizza anche da un punto di vista economico. Come evidenziato nel Rapporto sull’e-government 2016, una diffusione dell’e-gov in linea con quella media dell’Area euro permetterebbe di aumentare la crescita reale del Pil italiano, a parità di spesa pubblica nominale, di mezzo punto percentuale.

Anche dall’analisi sulle performance dei singoli comuni capoluogo di Regione non emerge un quadro molto brillante. Le grandi città, quelle che potrebbero trarre più vantaggi da una maggiore interazione a distanza con gli utenti, sono ancora lontane dalla testa della classifica.
Queste evidenze segnalano la probabile presenza di un problema dal lato dell’offerta: in altri termini, la PA dovrebbe impegnarsi maggiormente per offrire servizi sempre più al passo con le esigenze degli utenti.

Allo stesso tempo, però, ci sono chiari segnali del fatto che anche dal lato della domanda ci sono carenze. L’Italia si ritrova infatti nel paradosso di essere uno dei paesi avanzati i cui abitanti sono più propensi a socializzare attraverso strumenti digitali, ma che allo stesso tempo sono poco abituati all’utilizzo di tali tecnologie negli altri aspetti della vita comune, quali appunto svolgere pratiche burocratiche.

Gli utenti, soprattutto quelli più anziani e con basso titolo di studio, sono quindi riusciti ad apprezzare il valore aggiunto che possono offrire i social network per poter comunicare con parenti e amici, non quello di usare il web per comunicare con la Pubblica Amministrazione. Per superare questo ostacolo è quindi più che mai importante far comprendere agli utenti che smartphone e tablet hanno potenzialità che vanno ben oltre la possibilità di postare foto o video sui social.

Invio dei moduli online alla Pubblica Amministrazione

Continua ad essere meno diffusa in Europa, e sostanzialmente stazionaria rispetto all’anno precedente, l’interazione con la PA per scaricare moduli ufficiali, eventualmente consegnati in un secondo momento attraverso i tradizionali canali fisici. Nella media dei 28 paesi europei questa modalità di fruizione dei servizi pubblici è utilizzata dal 29% dei cittadini (28% nel 2015). Nel 2016 in Italia il valore si è fermato al 16%, un punto in meno rispetto all’anno prima.

Prestazioni siti web della Pubblica Amministrazione

È Bari il comune con le migliori prestazioni sul web, seguito da Trento e Torino. Il comune pugliese guadagna una posizione rispetto allo scorso anno, così come anche Torino. Più grande il balzo di Trento che nel 2016 si trovava in sesta posizione. Firenze, che lo scorso anno svettava in testa alla classifica delle prestazioni web, scivola invece in ottava posizione. In fondo alla classifica si posizionano Catanzaro, Perugia e Potenza (tabella 3). Tra le altre grandi città Roma è al 12° posto, seguita subito dopo da Napoli, mentre Milano è al 15o posto.

Per scaricare il report clicca QUI

IAB