IAB Forum: 5 takeaway dal primo giorno di Conferenza

“Visions From Metaverse”. Si intitola così la prima giornata della Conferenza di IAB Forum 2020, dedicata all’innovazione digitale. Tra i nuovi modelli aziendali, le esperienze virtuali e i cambiamenti della società, ecco 5 concetti emersi in questa giornata.

iab forum 2020


“Visions From Metaverse”. Si intitola così la prima giornata della Conferenza di IAB Forum 2020, dedicata all’innovazione digitale. Tra i nuovi modelli aziendali, le esperienze virtuali e i cambiamenti della società, ecco 5 concetti emersi in questa giornata. 

In Italia c’è un enorme potenziale digitale, ma serve sviluppare velocemente competenze e cultura digitale

Possiamo considerare l’ultimo ventennio come un prolungamento del XX secolo, perché è da quest’anno che entriamo davvero nel 2000”: è così che Luciano Floridi quantifica l’impatto del lockdown sulla società. Un evento tragico, ma che ha stimolato il Paese intero a velocizzare i tempi della digitalizzazione industriale e sociale. 

L’Italia nel 2020 è 25esima (su 28 Stati) nell’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (Desi) dell’Ue, e come ricorda il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, deve migliorare molto sia nelle competenze digitali di base sia nelle competenze posizionate, lavorando su upskilling e reskilling. 

Per preparare l’entrata nel “millennio digitale”, spiega il Ministro Pisano, si lavora sull’inserimento nel percorso scolastico di competenze digitali e pensiero computazionale e sulle possibilità di stimolare programmi di formazione digitale nelle aziende. Il processo di digitalizzazione sta coinvolgendo anche la Pubblica Amministrazione: attraverso il Recovery Fund avrà a disposizione la base economica per realizzare progetti che serviranno ad attutire i danni finanziari provocati dal Covid-19 e a fornire gli strumenti per un futuro digitale. 

Per quanto riguarda le aziende, Alec Ross (Author, Entrepreneur & Distinguished Visiting Professor, Bologna Business School) fa notare la grande predisposizione delle eccellenze italiane – dall’agricoltura ai macchinari di precisione – verso l’innovazione e la tecnologia, che hanno già iniziato ad investire su queste direttive, ma che beneficeranno di infrastrutture sempre più efficaci, delle idee dei giovani e di un allentamento necessario della “paura di fallire”.

Parte del grande potenziale del digitale italiano, secondo Riccardo Zacconi, Founder Of King.Com, Ptenresearch.Org And Sweet Capital, sarà liberato quando si troverà il coraggio di lanciare idee nuove non solo per il mercato locale, ma a livello internazionale. “Le condizioni favorevoli per lanci di successo ci sono già“, dice.

Dalle multinazionali ai negozi di quartiere, c’è un nuovo modo di utilizzare i dati

La digitalizzazione sta cambiando il modo di sviluppare i prodotti, e grazie ai dati è possibile costruire progetti di sostenibilità o implementare sviluppi tecnologici. Lo racconta Piero Misani, SVP R&D and Cyber Pirelli, quando parla degli pneumatici, ma anche Radek Jelinek, Presidente e CEO Mercedes-Benz Italia, riguardo alle autovetture e la guida autonoma. Le autovetture stanno diventando “delle casse di dati”, e nel caso di Mercedes-Benz comprendono sistema operativo, smart speaker, processore e mappe sviluppate proprio dal brand con l’obiettivo di raccogliere e conservare i dati all’interno dell’azienda

Allo stesso modo Gabriele Benedetto racconta come Telepass, azienda di cui è CEO, abbia abbattuto le barriere delle infrastrutture stradali, e ora punti ad annullare quelle digitali. La sfida che si pone per il futuro, abilitare la mobilità con un tap utilizzando un solo sistema di pagamento, andrà di pari passo con i dati, che indicheranno all’azienda le attività del conducente derivandole dal tragitto percorso, e abiliteranno offerte di prodotti o servizi personalizzati e contestualizzati.. “Meno spamming e più caring”, insomma. 

Se le grandi aziende fanno uso di dati proprietari e raccolti in modo indipendente, le piccole attività commerciali fanno affidamento agli strumenti di pagamento digitali, come Nexi. Gli SmartPOS, spiega Enrico Trovati, Direttore Merchant Services & Solutions Nexi, offrono agli esercenti i Big Data necessari per gestire e ottenere insight sul negozio, così da migliorare aspetti commerciali e pubblicitari. “Con i pagamenti virtuali assistiamo a una vera democratizzazione dei Big Data verso i piccoli imprenditori”. 

Gli strumenti per le nuove esperienze digitali sono già pronti

Dove possono spingersi le esperienze digitali? Stamattina abbiamo assistito a una conversazione tra Carlo Noseda e il Ministro Paola Pisano presente a IAB Forum in versione ologramma, ci siamo collegati con gli studi di Ryot a Londra, da cui siamo partiti per rimbalzare a New York e in diverse location differenti, e abbiamo assistito a una tappa di una gara ciclistica virtuale. Tutto nella stessa conferenza. 

Abbiamo toccato con mano gli strumenti che abbiamo a disposizione. Tralasciamo i numeri portati da Mark Melling (Head of RYOT – 5G Lead EMEA Verizon Media) – i 27 milioni di utenti unici che hanno assistito all’evento di Travis Scott in Fornite o il milione di paganti virtuali che hanno partecipato al Tomorrowland online – e concentriamoci sulle esperienze. L’idea delle nuove esperienze viruali innovative e di successo è replicare le dinamiche degli eventi fisici che stimolano i partecipanti, ma in una versione completamente nuova ed immersiva

“Se parliamo di moda, perché non entrare nella testa dello stilista per ripercorrere la storia della collezione?”, suggerisce. Questo progetto ha preso vita davvero, e il 78% dei partecipanti ha dichiarato che scavare nel background del brand ha aggiunto considerazione positiva al brand. La prossima frontiera è creare mondi virtuali che si integrano senza soluzione di continuità col mondo reale, “al punto che sarà difficile capirne la differenza”. È tempo di sperimentare, e di imparare dai propri consumatori!

Le infrastrutture di telecomunicazione sono un bisogno primario come acqua ed elettricità

Avere a disposizione una connessione veloce, stabile e costante è una vera e propria necessità, non solo per guardare film o fare videocall con i propri cari, ma per partecipare alle lezioni scolastiche, lavorare, accedere a documenti. Una connessione del genere però non può esistere senza infrastrutture di qualità, che siano in grado di reggere anche a situazioni estreme. La democratizzazione della banda permette di svolgere la propria attività lavorativa da qualsiasi luogo, prestare assistenza agli anziani ed effettuare diagnostica a distanza, analizzando le immagini da remoto, ad esempio, per individuare casi di Covid, come ricorda Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato Open Fiber.

Con il 5G, il salto di qualità non riguarderà solo la velocità della banda, ma anche la capacità di accedere a grafiche pesanti senza attesa e di abbattere la latenza. Una nuova spinta che porterà innovazione nel mondo dell’education, dove a beneficiarne saranno il rapporto tra studenti e insegnanti e le modalità di apprendimento grazie ad VR e AR, nel mondo dei media e della comunicazione, in cui i reporter potranno sviluppare contenuti dalla grandissima interazione, e nel mondo degli eventi, che avranno a disposizione ologrammi molto naturali per costruire nuove esperienze. 

Come ha detto Sabrina Baggioni, 5G Program Director Vodafone, “il 5G abilita servizi ad alto tasso tecnologico, ma con naturalità”, e le sue applicazioni “sono limitate solo dalla fantasia”, aggiunge Elisabetta Ripa.

L’Italia dell’industria ha bisogno di liberarsi dai suoi vecchi retaggi culturali

I giovani, le donne, il rischio di fallire e la pressione lavorativa. La gestione di questi 4 elementi non è stata ottimale: bisogna abbandonare paure e stereotipi per poter crescere. 

In Europa, riconosce Alec Ross, ci sono alcuni dei talenti più brillanti del panorama digitale mondiale, nonostante molti di questi poi vengano valorizzati fuori dal Continente. Quello che manca è l’elemento-fiducia, oltre alla disponibilità nel creare opportunità che possano sfruttare. Allo stesso modo, c’è un’attenzione troppo bassa alle questioni legate alla diversity & inclusion, e più precisamente alle opportunità offerte alle donne, che per Ross dovrebbero rappresentare il 50% di ogni azienda. 

La paura di fallire, in Italia, è troppo grande, continua Ross, ed è forse per questo motivo che manca il “pensiero globale, e non locale” di cui parlava Zacconi. Maggiore è l’investimento, maggiore è il rischio. Ma innovare significa proprio rischiare

Quello che suggerisce Maurizio Cheli, Astronauta e Pilota Collaudatore, è liberarsi dalla pressione data dal “raggiungere obiettivi lavorando con le persone”, per riabbracciare la passione, ovvero “lavorare con persone per raggiungere gli obiettivi”. La voglia di scoprire è quella che guida, come la sensazione che si prova quando si viaggia verso l’ignoto. 

La ricetta di Cheli è molto semplice: “pianificare con calma, ma essere pronti ad agire velocemente. In situazioni di incertezza è importante sviluppare un mindset che privilegi comunicazione e collaborazione, perché è difficile vedere tutti i problemi da soli”. Mentre con un team alle spalle è tutto più semplice, a patto che sia competente, affidabile e interdipendente.

IAB