Influencer Marketing e Aziende: il punto di vista di Lovemark

Lo scorso 18 ottobre IAB Italia è stato ospite a Reggio Emilia di Lovemark S.r.l. per l’evento Digital Kit. Tra le pills della giornata: Influencer Marketing – Digital PR e Branded Content a cura di Tiziana Caselli, Project Manager e Responsabile Team Produzione. Focus dell’intervento, il modo in cui le PMI possono sfruttare l’influencer marketing, cercando di portare  a…

Lo scorso 18 ottobre IAB Italia è stato ospite a Reggio Emilia di Lovemark S.r.l. per l’evento Digital Kit. Tra le pills della giornata: Influencer Marketing – Digital PR e Branded Content a cura di Tiziana Caselli, Project Manager e Responsabile Team Produzione. Focus dell’intervento, il modo in cui le PMI possono sfruttare l’influencer marketing, cercando di portare  a casa risultati interessanti.

Ma che cos’è l’influencer marketing?
L’influencer marketing è una vera e propria strategia di web marketing che ha l’obiettivo di raccontare un prodotto o un servizio, tramite la voce di un personaggio che ha una certa autorità per un pubblico più o meno ampio. Come riporta l’analisi di Klear per il 2017 dal titolo The State of Influencer Marketing, a livello mondiale la distribuzione dei post realizzati tramite influencer vede gli Stati Uniti al primo posto con il 49%, seguiti da Regno Unito e Italia, rispettivamente con il 9% e il 5%. Un fenomeno quindi, quello dell’influencer marketing, che sta prendendo piede e interessa sempre di più le aziende, tanto che alla domanda Con quanti influencer stai lavorando contemporaneamente? la maggior parte di loro risponde “da 1 a 10”, seguito da “da 10 a 25”. Un risultato che ben chiarisce che quando parliamo di influencer marketing non stiamo parlando di un lavoro portato avanti con un solo collaboratore.

Come si costruisce una strategia di influencer marketing?
Un’azienda che voglia intraprendere una strategia di influencer marketing deve prima di tutto definire i propri obiettivi. Qualunque sia l’obiettivo scelto, questo deve essere misurabile, raggiungibile e concreto. Tra quelli più frequenti: aumento del numero di accessi al sito web o a una pagina specifica, awareness, mention -l’aumento delle menzioni, cioè quante volte il brand è digitato online-. Tra i più ambiti: lead generation, conversioni e vendite.

Una volta definiti gli obiettivi, non resta che scegliere piattaforme e influencer. Tra le piattaforme più importanti per il 2018 le aziende hanno individuato Instagram, seguita da Facebook, i blog, YouTube e LinkedIn, con la sua nuova funzione “LinkedIn Pulse” che permette di creare micro-articoli.

Selezionare attentamente le persone con cui dare vita ad attività di influencer marketing è fondamentale. Occorre prima di tutto capire in che punto del customer journey inserire  la collaborazione con l’influencer: usare la collaborazione per far conoscere il prodotto o servizio, oppure per farne conoscere nuove funzionalità? E poi, scegliere di collaborare con big o micro influencer? I grandi influencer sono nati sulle piattaforme e lavorano su grandi numeri e cachet importanti (30-40 K per ogni singolo post); i vip, sono persone diventate famose altrove (calciatori, modelle o attori) e sulle piattaforme raccolgono l’attenzione del pubblico; infine, le persone comuni, sono influenti in una cerchia ristretta di persone. Tra tutti loro, i più interessanti sono i micro-influencer, quelli che non lavorano su grandi numeri, ma su nicchie più o meno grandi e che chiedono compensi limitati (500-600 euro a post). Molto spesso questi lavorano meglio dei big perché nel corso del tempo si sono creati la loro credibilità (sono esperti di un settore o prodotto) e promuovono solo prodotti in cui credono davvero, per questo motivo possono essere più utili per le aziende. Fondamentale, nella scelta dell’influencer, è che lo stile di comunicazione sia in linea con quello dell’azienda. Collaborare con un influencer infatti, non significa copiare ciò che già l’azienda fa a livello di comunicazione aziendale, ma riuscire a raccontare il prodotto o il servizio da un altro punto di vista e con l’aiuto di collaboratori che possano raccontarlo in un modo innovativo, ricordando che le attività di collaborazione che registrano i risultati migliori sono quelle continuative e periodiche.

Fondamentale, al termine dell’attività di collaborazione, è misurare i risultati e gli obiettivi raggiunti. Tra le unità di misura con cui le aziende vanno a misurare i risultati dell’attività di influencer marketing, troviamo al primo posto l’engagement, seguito dai clic e dalle impression. La sfida più grande per le aziende sembra essere invece riuscire a determinare un ROI specifico al termine di un’attività di collaborazione.

IAB