Internet senza Cookies: cosa vuol dire per il marketing aziendale?

La dismissione dei cookie di terza parte prevista per il 2021 creerà disruption nel mercato dell’advertising online. Insieme a Making Science diamo uno sguardo alle funzioni dei cookie e alle nuove soluzioni che li sostituiranno

internet senza cookies


A cura del team di Making Science

Internet offre un accesso immediato a qualsiasi tipo di informazione e sempre di più a qualsiasi tipo di servizio, spesso personalizzato sulle nostre esigenze e sui nostri desideri. D’altro canto il web è in continuo miglioramento ed i grandi player a livello mondiale si stanno impegnando molto per aumentare il grado di sicurezza e privacy a garanzia dell’utente.

Cosa sono i cookies

I cookies (web cookie) sono una specie di marcatore identificativo che viene scaricato sul browser dell’utente utile a archiviare e memorizzare informazioni relazionate tra il sito o l’applicazione in questione e l’utente. Esistono cookie di varie caratteristiche, in particolare i web cookie tecnici (necessari al funzionamento) e cookie legati al marketing. Ecco quindi il punto focale di questo grande cambiamento.

Alcuni di questi cookie sono definiti: ”first party cookies” e vengono salvati direttamente dal sito che hai visitato, mentre altri, i “third party cookies” vengono trasmessi ad altri siti. Sono proprio questi “third party cookies” oggetto di rivoluzione per aumentare il grado di sicurezza e privacy a garanzia dell’utente.

2022: il capolinea per i third party cookies

Per essere in linea con le nuove direttive per la privacy (GDPR), i maggiori browser del web hanno annunciato che elimineranno gradualmente il supporto ai third party cookies entro il 2022.

Oltre che a scopo legale, questa scelta è anche volta a ripristinare la fiducia dell’utente, che è sempre più consapevole del fatto che tutto quello che facciamo online viene tracciato. Come evidenziato in uno studio del Pew Research Center, il 72% delle persone pensa che quasi tutte le attività online vengono tracciate da advertiser, aziende nel settore tech ed altri business, e l’81% ritiene che i rischi connessi a questo utilizzo dei dati superino i benefici.

Cosa vuol dire per il marketing aziendale?

Aziende che fino ad oggi hanno fatto affidamento ai third party cookies per pianificare le proprie campagne, personalizzandole per i propri utenti in base ai loro dati, si trovano a dover cambiare i propri metodi. E se vogliono continuare ad operare allo stesso livello, il cambiamento deve avvenire in fretta.

La buona notizia è che, come Google stesso conferma, gli advertisers non hanno bisogno di tracciare i dati dei singoli utenti per poter beneficiare di tutto quello che il digital advertising offre.

Con gli avanzamenti tecnologici che sono in corso nell’aggregazione, anonimizzazione ed elaborazione dei dati, sarà possibile rimpiazzare completamente gli identificatori dei dati personali, senza andare a compromettere il successo delle nostre campagne.

La privacy e il rapporto con le nostre audience

Se lo sviluppo di un rapporto consolidato con i clienti è sempre stato importante per creare brand di successo, in un mondo in cui la privacy sarà sempre più al centro questo rapporto diventa vitale.

Il cambiamento in corso può essere visto dalle aziende come un’opportunità per aumentare la fiducia nel proprio brand, specialmente in un momento storico in cui parlare direttamente con il cliente, nel modo giusto e con i canali giusti, è sempre più cruciale per rimanere competitivi.

Nuove tecnologie, nel rispetto della privacy

Come menzionato, grazie agli sviluppi tecnologici in corso sarà comunque possibile mantenere la personalizzazione nelle proprie campagne, nel completo rispetto delle regolamentazioni per la privacy.

Per esempio, Google ha annunciato che, al contrario di altre aziende che utilizzeranno identificatori a livello di utente alternativi, abbandonerà qualsiasi identificatore che possa compromettere la privacy dell’utente nel breve come nel lungo termine. La loro soluzione sta nell’utilizzo di tecnologie che, utilizzate in modo integrato, possono offrire gli stessi benefici degli identificatori dell’utente, ma senza avere alcuna ripercussione sulla privacy delle proprie audience.

La risposta di Google

Una delle risposte di Google alla fine dei Cookies è Ads Data Hub. Questo prodotto, che rispetta le linee guida del GDPR, è un magazzino dove tutti i dati di terze parti sono memorizzati a livello di utente, resi anonimi e consolidati. Questa tecnologia permette agli inserzionisti di unire i dati di varie piattaforme di Google, come Campaign Manager (DV360), Google Ads e YouTube. Poiché i dati non forniscono alcuna identificazione a livello di utente, Google può legalmente conservarli e le agenzie possono utilizzarli per avere un impatto su di essi.

Come abbiamo visto, il phase out dei cookies che ci hanno accompagnato per anni non è motivo di panico per i responsabili marketing delle aziende. Ci sono varie soluzioni disponibili per continuare a fare campagne efficaci, pur attenendosi alle nuove legislazioni.

L’importante è scegliere la soluzione più giusta, con i giusti esperti, per gli obiettivi del tuo business.

IAB