Nel mondo del Programmatic Advertising, annunci pubblicitari fraudolenti e qualità delle inventory sono da sempre un tema molto rilevante; l’Association of National Advertisers stima che le frodi messe in atto dai bot nei confronti del mercato pubblicitario possono costare ben 7.2 miliardi di dollari!
Mentre questo numero continua a salire risultando impressionante, non dobbiamo dimenticare che il traffico non-umano non è l’unica sfida che deve affrontare l’advertising online: oltre alla frode, anche la bassa qualità delle inventory crea un impatto decisamente negativo sulle associazioni di brand, sulla percezione e sulla visualizzazione dei dati.
Ogni giorno la tecnologia cresce e si migliora, fornendo ai consumatori nuovi modi di interagire con il mondo e diverse offerte che i brand studiano per catturare cuore e mente di consumatori sempre più connessi. Questi sviluppi – come in quasi tutte le cose – stanno però aprendo la porta anche ai truffatori, divenuti più sofisticati e in grado di mettere a punto nuovi metodi per frodare gli inserzionisti sia in termini di views che di finanziamenti.
Fornitori Ad Tech ed editori devono così continuare a lavorare per combattere queste minacce e garantire una qualità standard dell’inventory tra i diversi buyers.
Frode e qualità sono due facce della stessa medaglia: assicurare un’inventory di alta qualità significa combattere la frode e viceversa.
Le frodi pubblicitarie possono essere di diverso tipo: dal traffico non umano al traffico generato dagli umani (per esempio quando un gruppo di persone visita rapidamente siti web per generare click e impression), dall’offerta non trasparente alla frode riguardante le impression, dai siti fake ai rischi per la brand safety.
Il modo migliore per minimizzare queste frodi è dunque quello di possedere un processo rigoroso in grado di mantenere un’offerta di alta qualità: su larga scala esiste il TAG (Trustworthy Accountability Group) una “certificazione” in grado di assicurare la legalità del proprio operato e quindi di combattere le frodi.
Oltre al TAG, una delle priorità di un’azienda dovrebbe essere l’uso combinato di tecnologia proprietaria, integrazione di terze parti e monitoraggio umano per assicurare che l’inventory sulle piattaforme rimangia di alto livello e non fraudolenta.
Combattere l’ad fraud e mantenere la qualità delle inventory sono processi ciclici che richiedono costante attenzione e riesame. Anche se non possiamo prevedere come saranno le frodi pubblicitarie nei prossimi anni, sappiamo cosa ci vorrà per combatterle: forti partnership all’interno dell’industry, sorveglianza costante e scouting di nuove tecnologie.
Internet non sarà mai privo di frode al 100%: l’obiettivo della industry rimane quello di costruire insieme un’esperienza più sicura per gli utenti e i brand.
Lavorare insieme in maniera scrupolosa per ridurre le frodi può anche aiutare il programmatic advertising ad affermarsi nel mercato, aiutando di conseguenza gli inserzionisti a raggiungere la propria audience, gli editori a monetizzare le loro piattaforme e gli utenti a coinvolgerli in una coinvolgente esperienza online.

