Transparency & Consent Framework v2.0: ecco cosa cambierà dal 15 agosto

La nuova versione del TCF rimpiazzerà la precedente a partire dal 15 agosto, implementando nuove feature e consegnando agli utenti più libertà di scelta rispetto alla concessione del consenso al trattamento dati. A settembre un webinar dedicato


a cura di Andrea Giannangelo – Founder, CEO and Head of Product di iubenda

L’attenzione a privacy e trasparenza esercita sempre più pressione sulle figure che regolano il mondo digitale.

Il GDPR infatti impone a chi raccoglie e tratta dati di utenti appartenenti all’UE di essere conformi a una serie di regole, tra cui ottenere il consenso chiaro e informato da parte degli utenti sull’utilizzo delle loro informazioni personali, pena multe fino a 20 milioni di euro o il 4% dei ricavi annuali.

Tuttavia, va sottolineato che la sfida del settore pubblicitario non si limita al solo ottenimento del consenso degli utenti in conformità alle normative: si estende infatti al distribuire tali preferenze a tutte le aziende che sono parte integrante dell’ecosistema della pubblicità digitale, quindi editori, inserzionisti e provider tecnologici.

Che cos’è il Transparency and Consent Framework e perché è così importante 

È proprio qui che entra in gioco il Transparency and Consent Framework di IAB (TCF), creato per stabilire uno standard per la raccolta e la condivisione del consenso degli utenti all’erogazione di contenuti e annunci pubblicitari profilati online.

Ricordando che il TCF si “limita” alla gestione delle preferenze pubblicitarie e non può essere usato per bloccare altre categorie di cookie non esenti, questo framework permette a proprietari di siti web e app, inserzionisti e aziende tech di rispettare il GDPR e la Direttiva ePrivacy quando trattano dati personali o accedono e/o memorizzano informazioni (cookie, identificatori pubblicitari, identificatori di dispositivi e altre tecnologie di tracciamento) sul dispositivo di un utente.

I vantaggi della versione 2.0 

Immesso sul mercato in vista dell’entrata in vigore del GDPR a maggio 2018, il TCF copre circa il 30% della distribuzione della pubblicità programmatica all’interno del mercato europeo ed è ora giunto alla versione 2.0, che rimpiazzerà completamente la versione precedente a partire dal 15 agosto 2020.

Dopo una fase di transizione iniziata il 30 marzo (necessaria a garantire a editori e Consent Management Platform un adeguato lasso di tempo per il passaggio alla nuova versione), il 15 agosto verrà infatti cessato il supporto alle versioni 1.1 della Global Vendor List e della CMP List, vietando la raccolta di nuovi consensi con tale versione.

La v2 del framework trova anche l’appoggio di Google, che non aveva aderito alla v1. La società ha partecipato attivamente ai lavori sulla seconda versione ed ha ufficialmente dichiarato la volontà di integrarla, allineandosi così al nuovo standard.

La versione 2.0 è frutto di un lungo processo di revisione basato sui feedback del mercato (in particolare degli editori) e corredato da molteplici incontri con le autorità nazionali per la protezione dei dati di tutta Europa. Prosegue la strada tracciata dalla versione 1.1 e punta ad aumentare la trasparenza e la possibilità di scelta dei consumatori, nonché la gestione del loro consenso e della conformità alle Direttive Europee da parte delle testate digitali.

Forti delle scelte granulari offerte ai consumatori, già con il TCF v1.1 gli editori potevano adottare nei confronti degli utenti un approccio basato sulla trasparenza e avere il pieno controllo su come i dati degli utenti venivano trattati (e per quali finalità).

La versione 2.0 mantiene ed estende i vantaggi della v1.1, introducendo nuove funzionalità sia per gli utenti che per gli editori.

Scelta 

Grazie alla revisione e a una maggiore granularità delle finalità del trattamento dei dati, gli utenti possono ora compiere delle scelte maggiormente consapevoli circa il trattamento dei propri dati personali.

Si è passati infatti da 5 a 10 finalità del trattamento:

  1. Archiviare e/o accedere a informazioni su un dispositivo
  2. Selezionare annunci basici (basic ads)
  3. Creare un profilo di annunci personalizzati
  4. Selezionare annunci personalizzati
  5. Creare un profilo di contenuto personalizzato
  6. Selezionare contenuti personalizzati
  7. Valutare le performance degli annunci
  8. Valutare le performance dei contenuti
  9. Applicare ricerche di mercato per generare approfondimenti sul pubblico
  10. Sviluppare e perfezionare i prodotti

A cui sono state aggiunte due finalità speciali:

  1. Garantire la sicurezza, prevenire frodi e debug
  2. Selezionare contenuti personalizzati

Quanto alle feature invece (utilizzate in supporto di una o più finalità), alle tre pre-esistenti (“Abbinare e combinare fonti di dati offline”, “Collegare diversi dispositivi” e “Ricevere e usare le caratteristiche che il dispositivo invia automaticamente ai fini dell’identificazione”, ridefinite per maggior chiarezza) ne sono state aggiunte due speciali (“Utilizzare dati di geolocalizzazione precisi” e “Scansione attiva delle caratteristiche del dispositivo ai fini dell’identificazione”, soggette all’opt- in dell’utente).

Trasparenza 

È stata migliorata la gestione dell’interesse legittimo quale base giuridica per il trattamento dei dati. In più sono stati introdotti dei segnali che obbligano le Consent Management Platform (CMP) ad offrire agli utenti la possibilità di esercitare il diritto di opporsi al trattamento sulla base di un interesse legittimo direttamente tramite l’interfaccia utente.

Controllo 

Viene introdotta per gli editori la possibilità di controllare in modo ancora più granulare le finalità di trattamento dei dati e le basi giuridiche consentite (consenso, interesse legittimo o entrambe) per ogni finalità.

Utenti più informati 

Il TCF v2.0 è stato sviluppato per fornire maggiore trasparenza e controllo sia agli utenti che agli editori. Non solo l’utente può prestare o negare il consenso, ma può anche esercitare il proprio diritto di opporsi al trattamento dei dati sulla base di un interesse legittimo. Grazie a descrizioni più dettagliate delle finalità del trattamento dei dati inoltre, viene garantita una maggiore trasparenza per l’utente.

Conclusioni 

La versione 2.0 dunque rafforza l’impalcatura del TCF, accresce le possibilità di scelta dei consumatori e migliora la gestione del consenso e della conformità. Il tutto a beneficio della collaborazione all’interno dell’industria e della trasparenza richiesta dal GDPR e tanto apprezzata dai consumatori.

Se già utilizzate la v1 del TCF, ricordate che dal 15 agosto non sarà più consentito raccogliere consensi tramite questa versione, e la v2 sarà l’unica versione del TCF utilizzabile.

IAB